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Ruminazioni mentali

Chiamati generalmente "pensieri neri", "ossessioni" o "ruminazioni", spesso insorgono a seguito di uno shock emotivo e si presentano costantemente per giorni o mesi occupando interamente lo spazio mentale.

 

Sono esperienze che fanno parte del vissuto comune quando, ad esempio, ci si trova ad avere una discussione, con un collega di lavoro o anche con un familiare, a seguito della quale sorge un conflitto acceso o una rottura brutale. Durante i giorni seguenti, ma anche durante le notti, la mente è come invasa da quanto accaduto, per cui risulta difficoltoso concentrarsi sulle attività quotidiane o riposare bene. Questo perché  la mente tende a ripresentare ripetutamente e ciclicamente le scene della controversia, il volto dell’interlocutore, le risposte date e quelle che si sarebbe voluto dare, le conseguenze di quanto accaduto.

 

In termini psicologici il ritorno ricorsivo e ricorrente sugli stessi pensieri e sulle situazioni che li hanno causati viene definito "ruminazione mentale". Può accadere che il bisogno di rimuginare si presenti in alcuni periodi e poi si dissolva spontaneamente, ma può anche accadere che, invece, l’evoluzione diventi più drammatica nelle persone che hanno sofferto uno shock traumatico, o in quelle che manifestano sintomi depressivi o in quelle con tendenza all’ossessività e alla compulsione.

 

Nonostante l’insorgenza delle ruminazioni possa derivare da ragioni molto diverse per intensità e gravità, il meccanismo di funzionamento e di risoluzione è pressoché il medesimo, sia nelle situazioni ingeneranti gravi, sia in quelle più comuni.


Nei giorni seguenti ad un evento traumatico, ad esempio un’aggressione o un furto,  la persona che lo ha subito è spesso afflitta da pensieri ossessivi che vengono a tormentarla. Ritorna alla scena a tempo indeterminato, immagina ciò che avrebbe potuto o avrebbe dovuto fare, incolpa se stessa di non aver reagito in modo diverso, ecc.

Secondo Horowitz MJ, in riferimento ai suoi studi sul disturbo post-traumatico da stress, questi pensieri intrusivi non sono necessariamente indicazione già di una patologia, ma sarebbero necessari per ristabilire  l'equilibrio psicologico dell'individuo.

 

A seguito di uno shock emotivo, l’apparato mentale attiva delle risposte improntate al riadattamento alla vita normale. Da questo punto di vista, la tendenza alla ruminazione si spiega come un bisogno di completezza dell’organismo poiché l'evento traumatico si è inserito nel personale corso del  pensiero, nelle abitudini e negli  stili di vita individuali costituendosi come  una rottura improvvisa nel corso normale delle cose.

 

Il bisogno  di completezza si manifesta attraverso i tentativi ripetuti di far si che le nuove informazioni vengano adeguate e messe in linea con i modelli mentali preesistenti, ma si manifesta come incompletezza nel momento in cui persistono le ruminazioni intrusive.

 

Il tentativo di ristabilire un’armonia mentale sarà realizzato gradualmente da un duplice processo.

Nelle situazioni meno gravi, questo tentativo sarà effettuato per assimilazione, cioè cercando di integrare le nuove informazioni in uno schema mentale già esistente.

Se la frattura è più profonda sarà, invece, necessario un processo di adattamento più lungo: saranno i preesistenti schemi mentali a doversi adattare e adeguare alle nuove informazioni.

 

MJ Horowitz sottolinea l’aspetto dinamico delle ruminazioni con il passare del tempo. Dopo l’irruzione dei pensieri spiacevoli vengono messi in atto dei  processi di controllo che hanno l’obiettivo di proteggere l’apparato mentale. E’ possibile assistere ad una oscillazione regolare e ripetuta tra momenti di piena consapevolezza della realtà di quanto di traumatico è accaduto, e altri che sono invece caratterizzati da una negazione della realtà del trauma.

E’ proprio questa oscillazione dinamica tra momenti di confrontazione e altri di evitamento dell’evento scatenante che permetterebbe, con il tempo, di ristabilire il proprio equilibrio da un episodio altamente doloroso.

 

Horowitz ha inoltre dimostrato che le ruminazioni che si verificano in caso di situazioni traumatiche sono basate sugli stessi meccanismi che si verificano nella vita quotidiana, anche se sono caratterizzati da un'intensità e una frequenza maggiori.

Non tanto si differenzia da questo processo ciò che accade nel corso di un percorso psicoterapeutico.

 

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